mercoledì 4 settembre 2013

Domus de Janas sepolture nella Sardegna preistorica

di:  Angelo  Vinci             angelo_vinci@libero.it



Domus de Janas
Domus de Janas
L' uomo fin dalla preistoria ha sentito l' esigenza di seppellire i morti. Esigenza che nell' evoluzione culturale delle popolazioni preistoriche ha  sempre trovato nuove modalità, ma  legate al contesto socio-culturale delle varie epoche. Ciò è avvenuto anche in Sardegna. Se si pensa alla Sardegna  protostorica il primo simbolo che viene in mente sono i nuraghi.   Maestose e imponenti costruzioni edificate circa 4.000 anni fa con grande maestria dagli uomini che in quei tempi abitavano l' isola. Ma oltre al nuraghe vi sono le "Domus de Janas la testimonianza più rappresentativa della preistoria  sarda. Le Domus de Janas sono delle tombe ipogeiche scavate nella nuda roccia con strumenti primitivi, sicuramente litici non essendo, all' epoca in cui furono scavati conosciuti i metalli. Sono stati rinvenuti con frequenza nelle tombe,  strumenti in pietra grossolanamente appuntiti e con una sagomatura tale da permetterne l' impugnatura gli archeologi li chiamano "Picchi di scavo".Tali strumenti con molta probabilità venivano realizzati in loco, utilizzati per lo scavo e a fine lavori lasciati sul posto. Ciò spiega il perché vengano ritrovati in gran numero in molte tombe.    Le Domus de Janas sono diffuse in tutta la Sardegna. La datazione in merito alla  realizzazione è da far risalire al Neolitico Recente e probabilmente se ne scavarono fino all' inizio dell' Età del Rame. Quindi una temporalità che va dagli ultimi secoli del IV° millennio a.C. fino agli inizi del II° millennio a.C. Un arco di tempo assai lungo che ha permesso ai costruttori di questi antichi sepolcri di migliorare le caratteristiche architettoniche pur nel rispetto degli aspetti peculiari degli stessi, quali l' ingresso tramite una sorta di buco/porta a pozzetto o a parete e la cella/le nelle cui pareti ricavare le nicchie in cui venivano disposti i defunti. I sepolcri preistorici scavati nella roccia non sono di esclusiva pertinenza dell' isola sarda, ma si trovano un po' ovunque in tutto il bacino del Mediterraneo dove vengono menzionate semplicemente come tombe ipogeiche, oppure assumo denominazioni diverse  in funzione della lingua  locale. In Sardegna  sono particolarmente numerose, e sono dislocate in tutto il territorio dell' isola in alcuni casi con concentrazioni costituite anche da più di 40 tombe oppure isolate. Vengono menzionate con il nome di Domus de Janas. Sicuramente ci si chiederà: ma che significa Domus de Janas ? In lingua sarda il termine Domus significa “Casa” Janas significa “Fate o Streghe” . Tradotto  in lingua italiana significa “Casa delle Fate”. In alcune zone interne della Sardegna dove la lingua sarda è ancora più arcaica che nelle zone costiere, dove al contrario "la italianizzazione” è più marcata, queste tombe vengono indicate anche con il nome di forrus o forreddus (buche o fornelli). Come ho già accennato la datazione copre un ampio arco temporale; circa 1.500 anni. Questa è una datazione che è stata rivista  a seguito dei risultati di scavi effettuati nella necropoli di Cucurru Is Arrius a Cabras. Scavi che hanno fatto retrodatare le prime sepolture ipogeiche Domus de Janas. Gli archeologi avevano sempre sostenuto che lo scavo di queste tombe. Ora si pensa che la costruzione  avesse avuto inizio durante il periodo in cui nell' isola si diffuse la Coltura di Ozieri, una delle culture prenuragiche e che senz'altro fu la coltura che maggiormente si diffuse in tutta la Sardegna. La Cultura di Ozieri si sviluppo nel Neolitico Finale dal  3.200 al 2.800 a.C. Le analisi sui reperti della necropoli di Cucurru  Is Arrius hanno consentito  la collocazione dell' inizio dello scavo  delle tombe nella Cultura di Bonu Ighinu (4.200-3.500 a.C. in pieno Neolitico Medio).  Il rinvenimento in alcune sepolture della Dea Madre,  in   alcune altre  sepolture  il protone taurino (notoriamente riconosciuto come simbolo sacro)  fa ipotizzare il culto della fertilità e l' adorazione del Dio Toro. In tutta la Sardegna sono state ritrovate circa 3.500 di queste sepolture diffuse su tutto il territorio  con una maggior concentrazione nella Sardegna centro settentrionale.   La maggior parte delle Domus de Janas sono state scavate nell' arenaria (molto friabile e di facile scavo), ma anche nel granito, nella trachite e nella marma.
Tomba con ingresso a pozzetto                    Tomba con ingresso a parete
Sono meno frequentemente scavate nel basalto e nel calcare. Si può ragionevolmente ipotizzare che la concentrazione delle tombe nel territorio abbia una diretta connessione con la tipologia di roccia. In territorio di Bonorva dove l' arenaria è la tipologia di roccia predominante, difatti le Domus de Janas sono numerosissime.  Sono tre gli agglomerati di tombe maggiormente significativi: Montesu a Villaperuccio, Santu Andrea Priu a Bonorva, Anghelu Ruju a Alghero. Le Domus de Janas  come detto sono state realizzate e usate continuativamente per circa 1.500 anni dalle diverse culture prenuragiche. Questo  aspetto purtroppo ha contribuito alla non facile determinazione dell' utilizzo nel corso del tempo da parte delle varie culture. Nella maggior parte delle tombe i materiali riferibili alle varie culture sono confusi mischiati tra loro. A ciò dobbiamo aggiungere  il danno fatto dai tombaroli di ogni tempo. Le tombe non venivano scavate in una unica fase ma bensì in più fasi. Ciò si deduce dalle tante celle che presentano tracce di lavorazione non completati e nicchie di deposizione appena abbozzate. L' ingresso delle Domus de Janas non risulta fossero proviste di chiusura a mezzo di lastre di pietra, ma in alcune sulla cornice esterna sono presenti decorazioni in rilievo sulla roccia. La disposizione planimetrica delle tombe è molto varia. La più semplice è a unica cella, nelle più  complesse troviamo disposizioni a celle concentriche con una cella centrale,  disposizioni a  croce o a "T" . Nelle tombe con ingresso a "parete" e quasi sempre presente un corridoio che conduce alla cella centrale, con  passaggio in una anticella. Il tipo di roccia ha sicuramente influenzato in qualche modo la concentrazione delle Domus de Janas sul territorio isolano. Credo anche che ne abbiano influenzato anche l' estensione interna, difatti le più estese sono scavate nell' arenaria. Come sono le Domus de Janas al loro interno ? Le tombe più semplici con una o più celle  generalmente si presentano senza grandi elaborazioni architettoniche o decorazioni. Le tombe molto elaborate presentano aspetti architettonici straordinari e unici per  l'accuratezza della lavorazione, per gli aspetti architettonici  le ricche decorazioni, che richiamano le abitazioni dell' epoca.
Domus de Janas decorata
Proprio l' aspetto architettonico che in qualche modo cerca di riprodurre l' abitazione,  ci permette di immaginare come fossero le abitazioni dei sardi di circa 5.000 fa. Nella rappresentazione fedele delle abitazioni possiamo trovare il pilastro centrale che regge il tetto, la trave centrale, i travicelli che partono dalla trave centrale, gli architravi e in alcuni casi è rappresentato perfino il focolare. Il tetto lo troviamo rappresentato sia in forma rotonda (a voler rappresentare una capanna) oppure rettangolare. Sono rappresentate anche le porte e le finestre. 
Assai frequente è la decorazione delle pareti  con simboli magici in rilievo, come le  corna taurine stilizzate, oppure delle spirali o  altri decorazioni con disegni  geometrici. Non si usava fare solo la  decorazione delle pareti con dei  rilievi, ma  anche   qualche  incisione  e qualche  dipinto non particolarmente elaborato., Nella celebre tomba di Mandra Antine di Thiesi i decori  i dipinti sono molto belli e suggestivi. Similitudini con le Domus de Janas possiamo trovare nelle tombe Etrusche che però e doveroso annotarlo sono "giovani" rispetto alle Domus essendo state costruite non meno di 1.000 dopo. Anche gli etruschi nelle loro sepolture tendevano a riprodurre l' ambiente domestico.

Tomba Etrusca                            Domus de Janas

Talvolta nelle Domus de Janas venivano abbelliti  i rilievi architettonici con delle colorazioni. Uno splendido esempio lo possiamo ammirare nella Domus de Janas  Mandu Antine a Thiesi.  Le Domus de Janas sono secondo l' opponine comune della gran parte degli archeologi sono sepolture collettive. Alcuni quesiti si possono porre in merito alla fruizione delle tombe. Chi veniva sepolto ? Erano tombe di famiglia ? Erano tombe al servizio del villaggio/i ?  Le Domus de Janas sono senza ombra di dubbio un simbolo identificativo della Sardegna preistorica. Le tombe ipogeiche  sono presenti non solo in Sardegna ma anche in altri luoghi dell' area mediterranea. Ma occorre prenderne atto che in Sardegna sono uniche per la loro accurata lavorazione e l' accuratezza nelle decorazioni. Ovunque tra i popoli preistorici si presupponeva che vi fosse una continuità della vita umana con la vita  eterna. Seguendo questo loro antico ideale quei popoli antichi fornivano al defunto oggetti e decori che nella vita terrena erano soliti usare. Ecco perché troviamo accanto ai defunti di quel periodo oggetti o decori personali come monili o altro. Anche il cercare di riprodurre nei sepolcri la propria  abitazione è legato a questo aspetto. Del rito funebre si possono supporre alcuni aspetti. I defunti forse venivano deposti in posizione fetale, forse il corpo veniva preparato con unguenti o dipinto di ocra rossa,  forse venivano scarnificati, cioè veniva rimossa la carne dalle ossa e poi deposti. La scarnificazione poteva essere naturale o a mezzo di strumenti in di pietra. I defunti non rimanevano sempre nella tomba, ma venivano rimossi per permettere nuove sepolture, e con essi i corredi funebri annessi. Se cosi non fosse stato  avremo avuto molte più tombe oppure le tombe avrebbero presentato al loro interno cataste di resti umani.

Alcune necropoli di Domus de Janas

 Cliccare qui per vedere un video interessante sulle Domus de Janas

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